
Albino Buticchi
Il calcio dimenticato
ARTICOLO



La storia di Albino Buticchi, poco nota al grande pubblico ma meritevole di essere raccontata da Scorsese, ha rappresentato l'ascesa e il declino di un grande imprenditore.
Buticchi nacque a La Spezia, precisamente a Cadimare, in una famiglia povera dove crebbe come pescatore. Si rese partecipe durante la Seconda Guerra Mondiale arruolandosi nella resistenza partigiana, e fu proprio questa scelta a costargli la deportazione in Germania e l'arresto in un campo di prigionia, dal quale riuscì a fuggire.
Nel periodo del dopoguerra Albino intraprese la carriera di contrabbandiere all'interno del settore dei carburanti, settore che intorno agli anni '60 lo rese grande grazie al suo operato per la BP (British Petroleum), scalandone le gerarchie in maniera molto rapida e diventando uno dei petrolieri italiani più importanti.




Entrò a far parte del mondo del calcio nel 1972, quando acquistò il Milan dall'avvocato Sordillo.
L'esperienza fu subito trionfante: infatti, la squadra capitanata da Rivera vinse la Coppa Italia battendo la Juventus in finale e la Coppa delle Coppe sconfiggendo il Leeds United per 1-0.
Ma la prima stagione per il neopresidente fu caratterizzata non solo dalle vittorie, ma anche dalla seconda posizione in campionato maturata all'ultima giornata a causa della sconfitta con la “Fatal Verona” per 5-3, che consegnò il titolo ai rivali della Juventus.
Nel periodo seguente, a causa del peggioramento dei risultati, Buticchi si scontrò con il capitano e simbolo della squadra Gianni Rivera; questo diverbio mise in cattiva luce il presidente agli occhi della tifoseria milanista, che si schierò vicino alla propria bandiera.




Questa rottura non si risanò e portò alla vendita del club proprio al capitano rossonero, che rilevò le quote della società per una cifra vicina ai 2 miliardi di lire, grazie a Francesco Ambrosio che lo aiutò finanziariamente.
Una volta uscito dal mondo calcistico e tornato ai suoi affari, si lasciò sopraffare dal vizio del gioco, che lentamente lo trasportò nel baratro portandolo a tentare il suicidio.
Morì nel buio della sua cecità nel Golfo dei Poeti il 13 ottobre 2003, non abbandonando mai, nemmeno in punto di morte, il suo Milan.



