Chisola Calcio

Intervista esclusiva al Presidente Luca Atzori e al Responsabile del settore giovanile Giulio Serratore. Ecco il Chisola calcio

tackle - 14/08/2026

Il Chisola Calcio rappresenta una delle realtà più professionali di tutto il panorama nazionale per quanto riguarda il lavoro svolto con il settore giovanile e il percorso della Prima Squadra, in Serie D.

Una società capace di abbinare organizzazione, competenze ed eccellenza tecnica, diventando un punto di riferimento fondamentale per la crescita dei giovani atleti e per il territorio. Buona lettura!

tackle: In Serie D impianti all'avanguardia come i vostri non sono scontati. Quanto incide avere strutture di questo livello per lavorare bene sul campo e garantire continuità al progetto?

Presidente Luca Atzori: Avere una struttura all'avanguardia, per una società come il Chisola che basa gran parte del proprio lavoro sul settore giovanile, è essenziale.

Ci permette di lavorare con qualità e, allo stesso tempo, di essere credibili agli occhi dei nostri atleti e delle loro famiglie.

Naturalmente tutto è migliorabile e dobbiamo continuare a crescere, ma partiamo da una base solida che la società ha il dovere di mantenere sempre ai massimi livelli.

tackle: Essere punto di riferimento e partner della Juventus in Piemonte richiede standard elevati. Qual è la filosofia societaria per mantenere costante questa qualità e collaborare con un club come la Juventus?

Presidente Luca Atzori: Siamo un Academy Juventus da undici anni e siamo stati tra i primi a sposare questo progetto. È un percorso che non riguarda soltanto l'aspetto sportivo, ma che ci ha permesso di crescere negli anni anche dal punto di vista organizzativo e delle relazioni.

Siamo passati dall'essere una società di paese a diventare una realtà strutturata e riconosciuta a livello nazionale. Credo che la Juventus abbia scelto il Chisola proprio per la nostra capacità e per la volontà di lavorare con i giovani. Questa è, e deve continuare a essere, la filosofia alla base del progetto anche negli anni a venire.

I successi non si misurano soltanto attraverso i titoli o le coppe conquistate, ma anche attraverso i tanti ragazzi che ogni anno il Chisola riesce a lanciare nel mondo professionistico, con la Juventus in primis.

tackle: Il Chisola è una tappa fondamentale per la crescita dei talenti piemontesi. Come si gestisce una società che deve sia competere in Serie D sia far crescere giocatori pronti un domani per i professionisti?

Presidente Luca Atzori: Non credo esista un protocollo definito per gestire una società come il Chisola. Alla base di tutto deve esserci innanzitutto una grande passione, quella che ogni giorno ti stimola a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.

Credo che uno dei principali punti di forza debba essere la capacità di circondarsi di collaboratori competenti nei rispettivi ambiti, ma che lavorino prima di tutto per il bene della società e non per se stessi.

Oggi un presidente deve avere una visione e una conoscenza trasversali: dall'ambito finanziario e amministrativo alla gestione degli impianti, passando per le normative federali, senza dimenticare la capacità di compiere le giuste scelte sportive. Non credo nella delega totale di determinati aspetti, ma piuttosto in un confronto continuo con tutte le persone che compongono la società.

Il calcio di oggi richiede tutto questo. Noi siamo e vogliamo rimanere una società sportiva operaia, nella quale passione e competenze procedano sempre di pari passo.

tackle: Qual è il percorso per trovare ragazzi che iniziano da piccoli nel Chisola e la preparazione al salto di categoria tra settore giovanile e prima squadra?

Responsabile settore giovanile Giulio Serratore: Il percorso corretto non esiste, perché ci sono tante variabili che possono portare un giovane talento a sbocciare prima o dopo. Noi, fin dalla Scuola Calcio, cerchiamo di prestare grande attenzione alle caratteristiche fisiche e tecniche dei nostri tesserati, così come dei ragazzi che riteniamo possano entrare a far parte del mondo Chisola.

Chiaramente è molto facile sbagliare nelle valutazioni, anche perché le rose devono essere composte da 20-22 giocatori. Tuttavia, i risultati ottenuti negli anni, soprattutto in termini di giovani aggregati alla Prima Squadra, ci stanno dando ragione.

tackle: Come si integra l'inserimento costante dei giovani del vivaio con la necessità di rimanere competitivi nei piani alti del campionato di Serie D, dal punto di vista sia del risultato che dalla crescita del giovane calciatore?

Responsabile settore giovanile Giulio Serratore: Ogni anno, al termine della stagione, facciamo delle valutazioni sul percorso che ciascun ragazzo può intraprendere, considerando la possibilità di un salto di categoria o, addirittura, dell'approdo in Prima Squadra.

Siamo un serbatoio importante di giovani per le categorie nazionali e riusciamo costantemente a far toccare con mano ad almeno 7-8 ragazzi ogni anno cosa significhi confrontarsi con la Serie D, che rimane comunque un traguardo prestigioso per un giovane.

Puntare sui giovani può, a volte, penalizzare il risultato immediato, ma per noi il concetto di risultato va oltre la classifica. Raggiungere un obiettivo significa anche essere riusciti a valorizzare un ragazzo e, magari, avergli dato la possibilità di proseguire il proprio percorso in categorie superiori.