El Tricolor

La "Golden Era" dei messicani?

tackle - 05/07/2026

Il Messico arriva al Mondiale 2026 dopo aver vinto due trofei nel 2025: a marzo la CONCACAF Nations League (2-1 contro Panama) e a luglio la CONCACAF Gold Cup (contro gli USA, sempre 2-1).

Il girone con Sudafrica, Cechia e Corea del Sud viene chiuso a punteggio pieno con 9 punti, 6 reti realizzate e zero subite. Ai sedicesimi contro l'Ecuador, un'altra vittoria (2-0) e rete ancora inviolata.

Rangel è il portiere che ha preso il posto di Memo Ochoa; classe 2000, gioca in Messico. Ha mantenuto la porta inviolata in tutte le partite disputate, uscendo solo nell'ultima partita del girone proprio per l'ingresso di Ochoa, nella sua ultima partita in nazionale.

Il più pericoloso è Quiñones: con l’Al-Qadsiah in Saudi Pro League ha segnato 33 gol in 31 partite e in nazionale ha messo a segno il primo gol del Mondiale e il momentaneo 1-0 contro l’Ecuador ai sedicesimi.

Il miglior risultato nella storia dei Mondiali sono i quarti di finale, entrambi raggiunti nelle edizioni del 1970 e 1986, giocati in casa.

Nello stadio Azteca i numeri sono paurosi: 89 partite, 70 vittorie, 17 pareggi e solo 2 sconfitte; ma ai Mondiali all’Azteca non ha mai perso, con 8 vittorie e 2 pareggi in 10 partite.

Nello stadio della “Mano de Dios” e del “Gol del secolo” può succedere di tutto.