
Süper Lig, la Serie A turca
La Süper Lig è un campionato competitivo



Perché la Süper Lig è un campionato competitivo
Il titolo è provocatorio, ma proviamo a spiegarvelo: se per “campionato competitivo” si intende un campionato in cui non vi è un dominio solitario di un club, non è il caso della Süper Lig, dato che gli ultimi 4 campionati li ha vinti il Galatasaray.
Quindi parliamo di altro, e vi spieghiamo la nostra visione di “campionato competitivo”.




L'interesse, la politica e le banche
In Turchia l'interesse per il calcio sta aumentato anno dopo anno, il totale spettatori è passato da circa 3,1 milioni (21/22) a oltre 4,8 milioni (25/26) e i top club come Galatasaray, Fenerbahçe, Beşiktaş e Trabzonspor mantengono un media spettatori tra i 46.000-30.000 a partita.
Il Governo Erdoğan ha contribuito intervenendo con l'edilizia pubblica finanziando 30 nuovi stadi di ultima generazione, pronti per EURO 2032. Le associazioni delle Banche Turche (Ziraat Bankası e Halkbank) sono intervenute con maxi-ristrutturazioni dei debiti a tassi agevolati per evitare il fallimento delle Big Four.




Il mercato
La ciliegina sulla torta è il mercato dell'ultima sessione estiva: le conferme di calciatori come Osimhen e Sanè e l'arrivo di Vlahovic, Leão, Salah, Greenwood, Muriqi, Lukaku, Trossard e tanti altri calciatori fanno si che il campionato aumenti di livello, sia in patria che nelle coppe europee.
Da non sottovalutare la scelta di Vincenzo Italiano, ovviamente economica dato i 6 milioni netti all'anno, ma anche di progetto: dopo due finali europee con la Fiorentina, l'Europa League con il Beşiktaş diventa un vero e proprio obbiettivo.




Non solo le "Big Four", e le possibilità in Europa
La Süper Lig è quindi diventato un campionato competitivo anche per le medio-piccole, ad esempio l'Amed neopromosso, ha acquistato Orban ex Verona, oppure il Çorum con Mahmic e Ünder, meteora della Serie A.
Non si tratta solo delle Big Four in campionato, crediamo che il Gala e il Fener in Champions possano dire la loro, come il Beşiktaş in Europa e il Trabzonspor di Salah in Conference (già coperto più della metà dello stipendio annuale di Momo grazie ai ricavi record degli abbonamenti e vendita delle magliette).




Erdoğan
Sappiamo che dietro a tutto questo c'è una manovra studiata a tavolino di sportswashing per distogliere l'attenzione sulla situazione del paese governato da Erdoğan per mostrare al mondo la Turchia tutta rosa e fiori.
Bisogna esserne consapevoli. La Turchia è un paese democratico guidato da un anti-democratico, e lo sport è il mezzo migliore per parlarne bene.
Il modo più maturo per affrontare il tema è avere ben chiaro gli interessi che vi sono dietro.




Calcio e Impero Ottomano
La grossa differenza tra il campionato saudita o l'esperimento cinese, è che le squadre turche partecipano alle competizioni europee e i calciatori hanno modo di giocare in Europa, senza “sparire” del tutto, alla Retegui per capirsi.
Provate a guardare un derby di Istanbul o fate caso a quanta difficoltà fanno le Big d'Europa quando vanno a giocare in casa delle turche.
Il calcio in Turchia è arrivato a fine '800 e i club storici sono nati prima della caduta dell'Impero Ottomano. Per il seguito, l’interesse economico e la qualità dei calciatori turchi e stranieri lo reputiamo competitivo.




La Nazionale
Oltre al campionato, la Turchia vanta anche una nazionale piena di talenti, per citarne alcuni: il n.10 della Juventus Yıldız (2005), Güler del Real Madrid (2005), Uzun del Francoforte (2005) e campioni affermati come Hakan Çalhanoğlu, da anni uno dei centrocampisti più forti della Serie A.Provate a guardare un derby di Istanbul o fate caso a quanta difficoltà fanno le Big d'Europa quando vanno a giocare in casa delle turche.
Ma ci sono anche calciatori come Yılmaz (valore Tm 30ml), Kökçü (valore Tm 25ml) Aktürkoğlu (valore TM 20ml) che giocano tutti in patria, sintomo di un campionato fatto NON SOLO per gli stipendi faraonici.




Un contesto che fa bene alla nazionale maggiore in vista delle prossime competizioni e garantisce che il campionato investa sui prodotti locali, nati e cresciuti in Turchia.
Anche per questo, la Süper Lig è un campionato competitivo.
