Pietra Ligure

Campioni di Coppa Italia Eccellenza Liguria

tackle - 14/01/2026

Abbiamo parlato in esclusiva con Rovere, Duberti e Dominici per sapere cosa ha significato giocare e vincere una finale del genere, due volte sotto, pareggiata al 97' 2-2 e vinta ai calci di rigore, 9-8.

Uno Speciale nello Speciale dato che per la prima volta trattiamo una squadra campione di una competizione come la Coppa Italia Dilettanti.

Edoardo Rovere - Capitano (doppietta in finale)

A ripensarci ora quel pallone era pesantissimo (sul rigore segnato del 2-2 al 90'+7) ma sul momento non mi sono passati molti pensieri per la testa, ho solo calciato forte convinto di fare gol. E' stata una partita molto intensa, da dentro il campo non l’ho sentita molto, al contrario quando mi sono seduto in panchina nei minuti finali e durante i rigori devo confessarti che è stata veramente una sofferenza...non sono riuscito a guardarli, ma dentro di me ero sicuro che il nostro portierone e i miei compagni l’avrebbero portata a casa.”

Mattia Duberti - Portiere (ha parato l'8° rigore quello successivo ha incoronato il Pietra campione)

“120' intensi ed emozionanti in cui abbiamo speso tantissima energia. l'aspetto mentale ha fatto la differenza: andare in svantaggio due volte, avrebbe affossato chiunque in una finale, ma non abbiamo mollato e alla fine siamo stati ricompensati. Per i rigori abbiamo studiato insieme al gruppo portieri e al match analyst Edoardo Migliore, che fa un lavoro enorme "dietro le quinte”. non conoscendo tutti i tiratori sono andato un po’ a sensazione, mi sono fatto attendere per la parata decisiva...(ride n.d.r). Il merito va ai miei compagni che hanno calciato dei gran rigori permettendoci di arrivare alla vittoria.”

Enrico Dominici - Attaccante (ha segnato il rigore decisivo)

“È stata durissima contro un avversario forte (Fezzanese n.d.r), sapevamo che vincere significava entrare nella storia di una società che ci dà tantissimo. Per chi è qui da tempo è stato ancora più speciale. Le gambe tremavano e non avevo ancora scelto l'angolo. Ho aspettato il movimento del portiere e sono riuscito a spiazzarlo: da lì in poi è stata gioia pura. Coronare 4 anni a Pietra con questo trofeo, davanti alla mia famiglia, è stato uno spettacolo per tutti: compagni, società e tifosi. Dopo 120' si è conclusa nel migliore dei modi. A darmi fiducia è stato avere uno dei miei migliori amici, Duberti, tra i pali: guardarlo in faccia prima del rigore mi ha tranquillizzato, ho capito che eravamo davvero a un passo dal prenderci tutto.”