
Speciale Ligorna
Intervista esclusiva all'allenatore del Ligorna, Claudio Terzi. Nati nel 1922, i biancoblù sono considerati la terza squadra della città di Genova.
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A Genova il calcio ha radici antichissime, e c'è una squadra che da oltre cent'anni racconta una storia di passione, sacrifici e rinascite: quella del Ligorna.
Nati nel 1922, i biancoblù sono considerati la terza squadra della città.
Per scoprire da vicino identità e ambizioni del club, abbiamo avuto il piacere di parlare con Claudio Terzi, l'allenatore del Ligorna. Buona lettura!
Credits Zenaeration | NVM News




tackle: Qual è stata la spinta decisiva che l'ha portata a compiere il passo da primo allenatore tra i "grandi" e cosa l'ha convinta a sposare proprio il progetto del Ligorna?
Claudio Terzi: Dopo l'esperienza allo Spezia, prima come collaboratore in Prima Squadra e poi nel Settore Giovanile, sentivo che fosse arrivato il momento di mettermi alla prova con una nuova esperienza, iniziando un percorso da primo allenatore di una squadra di grandi. Quando ho incontrato il Presidente e il Direttore del Ligorna mi hanno trasmesso subito un entusiasmo importante, una grande voglia di fare le cose per bene e soprattutto una visione condivisa. Cercavo una società ambiziosa, organizzata, che avesse voglia di crescere e che mi permettesse di lavorare quotidianamente per costruire qualcosa di importante. Ho trovato tutte queste componenti e quindi la scelta è stata abbastanza naturale. Sono molto contento di aver intrapreso questo percorso.




tackle: Nel passaggio da storico capitano in campo a leader in panchina, in che modo il suo bagaglio di esperienza la sta aiutando a gestire lo spogliatoio e le insidie di un campionato competitivo e ruvido come la Serie D?
Claudio Terzi: Sicuramente l'esperienza da calciatore mi sta aiutando, soprattutto nella gestione dei rapporti umani e nella comprensione di determinate dinamiche dello spogliatoio. Però ho sempre detto che fare il calciatore e fare l'allenatore sono due mestieri completamente diversi. Quando giochi devi pensare principalmente a te stesso e a quello che puoi dare alla squadra, mentre da allenatore devi gestire venticinque o trenta ragazzi, ognuno con le proprie caratteristiche e le proprie esigenze. Cerco di trasmettere quello che ho imparato durante la mia carriera, soprattutto dal punto di vista della mentalità, dell'attenzione e della cultura del lavoro. La Serie D è un campionato molto equilibrato, dove ogni partita presenta difficoltà differenti e dove non puoi permetterti di sottovalutare niente. Serve grande attenzione ai dettagli, perché spesso sono proprio gli episodi a determinare il risultato.




tackle: Il vostro inizio di campionato vi vede nelle posizioni di vertice della classifica. Al di là dei risultati, qual è l'impronta di identità e mentalità che sente di aver già trasmesso alla squadra?
Claudio Terzi: Fin dal primo giorno ho cercato di trasmettere un'identità precisa. Voglio una squadra che provi a fare la partita, che abbia qualità nella costruzione del gioco, che cerchi di recuperare il pallone il più in alto possibile e che reagisca immediatamente quando lo perde. Sono principi sui quali lavoriamo quotidianamente e credo che nelle ultime settimane si siano visti dei miglioramenti importanti. Abbiamo avuto un inizio di campionato nel quale le prestazioni non sempre sono state accompagnate dai risultati, ma i ragazzi hanno continuato a lavorare con grande intensità e disponibilità. Le quattro vittorie consecutive ci hanno dato entusiasmo e consapevolezza, ma quello che mi soddisfa maggiormente è vedere una squadra che sta acquisendo sempre più certezze e che cerca di mantenere la propria identità in ogni partita, in casa come in trasferta. Siamo terzi, siamo contenti, ma sappiamo che il campionato è lungo e che dobbiamo continuare a lavorare con la stessa mentalità. Perché sono convinto che attraverso la continuità delle prestazioni si possa arrivare anche alla continuità dei risultati



